A cura di: Sergio Mantovani e Laura Guastini.

 

“I fatti di coscienza si compenetrano, e nel più semplice di essi si può riflettere l’anima intera”. [H. Bergson]

“Il tempo flusso qualitativo ed eterogeneo di istanti, alcuni veloci, altri lenti, indivisibili e sempre diversi tra loro. Un moto ondoso che spinge sempre in avanti, verso il futuro, memore però delle tracce del passato che porta con sé. Tempo che non può essere spazializzato, quello della coscienza, che non può essere limitato e costretto nei rintocchi di un orologio o nella polvere della clessidra che pesante scivola a ritagliare momenti. Il tempo della coscienza è flusso di istanti soggettivi, comandati non dallo scorrere del mondo fuori, ma dall’individualità psicologica di ognuno di noi che porta a vivere gli istanti in maniera sempre diversa, più o meno intensa, l’uno dall’altro. Vedere “oltre” la realtà spaziale, che veloce si infiamma davanti a noi, è vedere dentro noi stessi, nel tempo realmente vissuto, indivisibile moto continuo, irripetibile, personale, autentico, per cui “un’ora, non è solo un’ora, è un vaso colmo di profumi, di suoni, di progetti, di climi.” [Marcel Proust]

Vedere oltre la realtà spaziale è ciò che fa l’artista, colui che sa vedere le relazioni misteriose, le “corrispondenze”, come affermava Baudelaire, che legano la realtà, e il tempo che dietro di essa scorre, quello vero, quello non afferrabile dall’occhio che gli altri non riescono a vedere nella loro rincorsa al tempo sociale che, inevitabilmente, ormai scandisce i passi della nostra umanità.

ARTISTI IN MOSTRA:

Sergio Mantovani, Laura Guastini, Giulia Argentino, Carlo Maria Nobile, Gaelle Philippot, Benedetta Moracchioli, Greta Bartolini, Costanza Lettieri, Beatrice Mattiuzzo, Michele Sabogal Sierra

CRITICO DELLA COLLETTIVA:

Giulia Favilla

Locandina - La durata reale - f

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